Ci sono cose alle quali non ti abitui mai

Ci sono cose alle quali non ti abitui mai. Anche se dici che ti sei abituato. Anche se a volte addirittura ci credi.

Come queste urla concitate, queste urla ubriache, queste urla taglienti.

La periferia, è ben noto, non è solo un fatto geografico.

Alla bellezza, nostro malgrado, ci abituiamo presto e possiamo addirittura arrivare a smettere di vederla. Al contrario la bruttezza più è intensa più è impossibile farsene una ragione.

Io ad esempio non mi abituerò mai ad un certo modo di urlare: quello con cui litigano da queste parti. Il punto non è soltanto estetico, io sono abituata a legare ogni superficie ad una profondità e vivo il limite di non riuscire mai a dare un giudizio che tenga conto semplicemente di quello che ho di fronte. Cerco sempre se c’è dell’altro, sono sempre convinta che non sia tutto qui. E lo sono a tal punto che spesso l’idea che mi faccio delle cose è più corrispondente a tutto il retroscena concettuale che io sola ho costruito che alle cose in sè.

Tipo, non mi abituerò mai a questo tipo di urla perchè non riuscirò mai ad accettare quello che per me significano: la totale noncuranza di questa gente nello sbatterci in faccia le proprie vite. Il loro modo di vivere arrogante a tal punto da sbattercelo in faccia. Volenti o nolenti.

Ora io lo so che questi signori litigano e urlano fino allo sfinimento sotto al mio palazzo non di certo per dirmi che la mia vita è cosa loro e possono decidere se e quando sottopormi allo stupro visivo o uditivo, o tattile o olfattivo della loro presenza ogni volta che gli venga voglia. Del resto loro questo non ritengono di doverlo dimostrare. È il loro modo di vivere il quotidiano: sarebbe come se mi sentissi in dovere di dimostrare che ogni volta che mi viene voglia di scrivere lo faccio. No, loro non stanno ad urlare sotto casa mia per dimostrarmi che ogni volta che hanno voglia di urlare sotto casa mia possono farlo. Loro stanno ad urlare sotto casa mia perchè hanno voglia di farlo, e lo fanno. Come è naturale che sia.

È a questo che non mi abituerò mai.

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