Sproloquio

Mi sono appena resa conto che è un sacco che non faccio uno dei miei sproloqui impopolari e non richiesti per cui pure se dovrei studiare vorrei premettere all’interessantissima storia degli ultimi due secoli del Medioevo una serie di riflessioni che ho fatto in questi giorni nei brevi intervalli tra un capitolo, una mattinata di lavoro e una riunione.

* Io lo so che Berlinguer mo non era il guru del comunismo e che il PCI ha avuto le sue contraddizioni come ogni esperienza umana le ha avute e le ha – tendo sempre a diffidare dai puristi e dalle regine del tua culpa – dopodichè ce lo possiamo dire che ogni tanto uno potrebbe pure riflettere su cosa rappresentano certi simboli piuttosto che su quante caselle dell’elenco delle caratteristiche della compagneria hanno spuntato? Io non ho mai apprezzato le mitizzazioni, i mostri sacri, e le eredità pesanti o leggere, e non vengo da una famiglia storicamente di sinistra per cui non lo so se è così o se sembra così solo a me, ma visto che a differenza mia per tanti di voi è così, voi potete saperlo. E’ vero o no che quell’uomo ha rappresentato per generazioni in questo paese qualcosa? E’ vero o no che ai vecchietti che a differenza vostra non avevano mai letto Marx quando Berlinguer gli parlava di comunismo po’ ce piacev o comunism e andavano a votare comunista? E’ vero o no che le sedi del partito in questo paese hanno rappresentato luoghi di aggregazione, di socialità, scuole, luoghi di condivisione di esperienze e non solo? E’ vero o no che, con tutte le contraddizioni che siete stati ineccepibili a evidenziare, una cosa che teneva nel nome la parola “comunista” pigliava il 30%? E magari le percentuali elettorali non sono importanti e non credete nella rappresentanza e il pci non era comunista e tutto quello che dite, dopodichè mo cercatelo un trenta per cento a caso in questo paese a cui di fronte alla parola comunista non venga da ridere o vomitare.

E’ vero o no che gran parte dei vostri genitori alla nostra stessa età guardavano a quell’uomo come alla rappresentazione di quello che avrebbero voluto la politica fosse, e che ora nessuno di noi guardandosi intorno a stretto o largo giro trova niente del genere? Io vi voglio bene, e vanno bene le smitizzazioni, vanno bene gli smascheramenti, va bene non abbracciare in maniera assoluta dei modelli ideali perchè modelli ideali e miti non ce ne stanno, ringraziann a maronn siamo esseri umani e in quanto tali contraddittori, ma veramente, se tutti sono nemici alla stessa maniera e con la stessa intensità è evidente che non saprai mai da chi partire, chi attaccare, e resterai sempre fermo a sputare veleno e frustrazioni intorno a te in direzioni a caso. Piuttosto che sentire la necessità impellente e non richiesta di fare l’elenco delle contraddizioni di uno che è morto trent’anni fa e che qualcuno vuole ricordare perchè ha rappresentato qualcosa, proviamo un po’ a guardare al nostro interno, alle nostre contraddizioni, e alla ragione per la quale non avanziamo da ormai troppi anni. Una di queste ragioni – piccolo spoiler – è che invece di far vedere cosa e quanto siamo in grado di fare mettiamo ipoteche su quello che hanno fatto gli altri trent’anni fa. E se continuiamo così tra trent’anni non troveremo nessuno che si metta a elencare quanto siamo stati una chiavica perchè non ci sarà ragione di ricordarsi di noi.

P.S. Berlinguer parlava di austerità e di sobrietà come alternative a questo modello di sviluppo a partire dalla critica al consumismo e al capitalismo, non come fanno oggi i vari mariomonti e il PD, IGNORANTI!

* Quando ha cominciato a circolare il trailer della serie “Gomorra” l’ho demolito e mi sono poi rifiutata di guardare pure dieci minuti di quella robaccia, poi ieri mattina, dopo l’ultima puntata della prima stagione dell’altro ieri, ho visto che un sacco di gente in realtà non solo l’aveva vista ma la lodava – e parlo di persone del cui giudizio un po’ mi fido – e ho pensato che forse avevo esagerato, ero stata pregiudiziale e vittimista come ogni buon napoletano e poi in particolare ogni buon napoletano di periferia e poi in particolare ogni buon napoletano di periferia che viva in un quartiere malfamato. Poi prima che questa riflessione potesse portarmi da qualsiasi parte ieri sera ho letto che uno degli attori è stato arrestato per rissa perchè ha accoltellato un tizio, e poi stamattina che è stata aperta un’inchiesta perchè pare che ci sia una storia strana di mazzette tra la produzione e un clan. Ora io non lo so se questo è vero, dopodichè mi pare che una cosa simile sia successa pure rispetto al film Gomorra, e sono veramente una serie di coincidenze un po’ troppo strane – se queste cose sono accadute davvero – per non porsi qualche domanda. Intanto la serie si conferma, a partire da questo, come quello che è: un’operazione commerciale. Mo per carità, non c’è niente di male o meglio, nella società nella quale viviamo quasi tutto è un’operazione commerciale e non vedo perchè un cosa debba fare schifo più di un’altra però qua la questione è che quella roba si ripropone di raccontare qualcosa che è successo pochi anni fa. Prescindendo dal fatto che mi è parso di capire che lo racconti in maniera travisata – vedi la strage di Castelvolturno che sarebbe diventata una strage per droga -, il punto è cosa racconta e come. L’accostamento che qualcuno ha fatto a “Romanzo criminale” mi pare del tutto fuori luogo: intanto Romanzo criminale è una dio di serie e questa – ho visto solo il trailer eh – è una pagliacciata, poi Romanzo criminale racconta nu fatt che è successo trent’anni fa, più o meno con il senno di poi, più o meno avendone una cognizione piena che più o meno viene fuori, anche sottolineando un po’ di contraddizioni nel ruolo dello stato in quegli stessi fatti. Per la serie: si tratta di un romanzo è vero ma è un romanzo su un fatto chiuso del quale si ha più o meno un giudizio storico del quale si può parlare o non parlare. Per Gomorra naturalmente tutto questo non vale perchè al di là del romanzo ci stanno solo le carte della magistratura, ed è passato così poco tempo che quei fatti che racconta si può dire stiano ancora accadendo e siano ancora una ferita aperta per la città nel suo insieme e per i singoli che ci hanno pianto i morti per quella roba. E allora mi pare quanto meno di cattivo gusto mettere in scena quella roba, sulla quale auspicherei si facessero cronaca e inchiesta, che nessuno fa, piuttosto che romanzo e soldi.

* Se un uomo primitivo avesse detto a un uomo primitivo “aiutami a costruire una clava, io vado a caccia, quello che prendo lo mangiamo a metà” e poi si fosse mangiato tutto quello che aveva preso l’altro uomo primitivo se lo sarebbe come minimo mangiato vivo. Ecco allora quello che ha fatto la Spinelli va inquadrato più o meno in questo ragionamento. Non ci sono valutazioni politiche che attenuino quello che ha fatto perchè non ha fatto una porcata politica ma umana. Mantenere la parola data, essere credibili in quello che si fa, è elemento qualificante non per chi fa politica ma per gli esseri umani. Se uno si sveglia una mattina e decide di costruire un percorso politico tiene un problema perchè i percorsi devono essere collettivi per essere reali. Se uno decide di costruire un percorso politico con tanti altri ma di decidere più o meno da solo le regole comuni ne tiene un altro perchè si pone su un piedistallo rispetto a tutti quegli altri che però gli servono proprio perchè i percorsi sono un fatto collettivo, e le regole che regolano una collettività devono essere condivise. Se uno decide che nelle regole comuni ci deve stare scritto che si candida per fare un fatto ma per poi non farlo, almeno secondo me, ne tiene un altro perchè puoi fare pubblicità a qualcosa pure senz usufruirne direttamente (non credo che Alessia Marcuzzi stia chien e bifidus, per capirci) e candidarsi è una roba seria, nonostante quanto chi fa politica in questo paese pensi e voglia farci pensare. Se poi uno che scrive che si sta candidando per non fare un fatto ma viene eletto e decide di farlo, ne tiene un altro ancora perchè non mantiene la parola data e perchè, checchè ne abbia detto, non ha voluto metterci la faccia pienamente la prima volta mantenendosi aperta una via di fuga che ha suggestivamente definito “candidatura simbolica” ma poi visto che gli è andata bene ha deciso di metterci la faccia per intero ex post. E se dice che decide di farlo perchè ha avuto un sacco di voti, nonostante avesse detto che se lo votavano non lo faceva, ne tiene un altro ancora perchè vuol dire che la parola data faceva fede solo se non serviva a fare fede, cioè se prendeva pochi voti e non veniva eletta. E se dice che chi l’ha votato non sapeva che l’avrebbe fatto, ne tiene un altro ancora perchè sta dicendo che lei per prima, e il proprio percorso politico, non sono stati in grado di comunicare all’elettorato e la gente li ha votati pur non capendo un cazzo di quello che dicevano o proprio per questo. E se dice tutto questo da un appartamentino parigino con una mail mentre la gente si è messa in un treno o una macchina da tutta Italia per decidere che cazzo fare tutti insieme, ne tiene un altro che non è diverso dal primo della lunga serie. Tutto questo però non è un’ipoteca sul percorso. È troppo facile per tutti i detrattori di questo esperimento dire che tutto è una chiavica perchè la Spinelli va a Bruxelles. Non è tutto una chiavica perchè la Spinelli va a Bruxelles. È la Spinelli a essere una chiavica perchè se ne va a Bruxelles e dopo che ancora una volta io e un bel po’ di quelli della mia generazione ci eravamo dati l’ennesimo pizzico sulla pancia pur di provare a costruire qualcosa, ha fatto un’operazione che rischia di buttare a mare tutto il lavoro, le aspettative e le prospettive di una cosa che era pure troppo presto per chiamare “progetto”, ma che era certamente un’idea. E rispetto a questo allora veramente forse dovremmo capire che il problema non è l’idea ma gli interlocutori, e avere un po’ di coraggio in più e costruire da capo, dalle fondamenta, piuttosto che provare a ricostruire a partire da quel che resta. Secondo me teniamo tutte le possibilità. Secondo me è più difficile ma più figo.

* Magari a nessuno frega un cazzo ma tendo a distinguere nella mia testa tra grillini (che sono quelle abiezioni del genere umano che ciucciano le matite, urlano ossessi banalità, sviliscono la storia, credono nelle sirene e vogliono curare il cancro col bicarbonato) e cinquestelle, che sono persone delle quali io ho stima, che reputo intelligenti e che non mi riesco a spiegare perchè stanno dentro quella roba lì. Sono persone che hanno fatto battaglie per anni sui propri territori e che non trovavano risposte nella politica e che quando hanno visto che c’era un’alternativa politica che era la cosa più vicina a una piazza pubblica, ci si sono buttati a piett e palumm. Ecco, questi sono sicuramente per me quelli che ci siamo persi, le basi dalle quali dovevamo partire invece che i vari Spinelli del caso, e che giustamente si so’ stancati di aspettare noi. E fin qui va bene, tengono ragione, il rifiuto della politica, cos. Però poi non mi spiego come questi non siano così esigenti con quelli che dopo tanti anni di solitudine e disillusione si sono scelti. Quelli che poi in Parlamento ci sono arrivati e in nome di un purismo ottuso – che non è purezza perhè se vi in un organo come il Parlamento non ti puoi aspettare che ci stai solo tu sennò sei fascista, non puoi pensare che se sei maggioranza fai quello che vuoi senza l’appoggio degli altri sennò sei fascista – stanno immobili ad aspettare la prossima tornata elettorale e quei punti percentuali in più, limitandosi solo all’ostruzionismo.

* Una volta a un’assemblea pubblica che non era pubblica perchè ce stev’n solo strutture di movimento sono intervenuta dicendo “invece di farci tanti pippotti fingendo che qua dentro ci sia pure una sola persona che non è arrivata sapendo già di cosa vuole parlare e dove vuole arrivare, per una volta diciamoci che qua dentro non ci stanno persone reali ma solo strutture di movimento e interroghiamoci e proviamo a intercettare qualcuno di diverso dagli azzeccati come noi perchè che ci diciamo tra di noi quello che pensiamo, per quando sia un gradevole esperimento di onanismo militante, non ci serve a un cazzo”. Nun l’ess mai itt. Mi hanno mangiata e quasi processata pubblicamente perchè avevo osato rompere una liturgia, quella delle finte assemblee ecumeniche di confronto politico che sono in realtà guerre di posizione e strategia in cui ognuno dice non quello che pensa ma quello che poi vuole venga fuori dall’assemblea come posizione collettiva, misurando parole e pause per fare in modo che vengano fuori le parole d’ordine giuste, i concetti giusti, e tutto il presepino che sappiamo. Ora io ho riletto recentemente il Maestro e Margherita e a un certo punto, nel libro del Maestro, Jeshua lascia un insegnamento a Levi Matteo che foss a maronn o patatern c’ess lasciat verament. “il peggiore dei peccati è la viltà”, ci dice Bulgakov che è uno che qualcosa ne sapeva visto che ha preferito non pubblicare e essere quasi un signor qualcuno piuttosto che scrivere per pubblicare, ma non scrivere quello che voleva. E io a sta cosa ci ho pensato un sacco perchè è vero che tante volte facciamo quello che facciamo quasi per abitudine, cedendo a canoni e copioni già scritti fatti di calendari imposti dall’altro, corsa alle date, riproposizioni di coppia irrinunciabili evento-pratica, ecc.. e secondo me quando facciamo questi fatti noi, per quanto possiamo ostentare coraggio, per quanto possiamo sembrarci strafighi, in realtà siamo vili e facciamo quello che facciamo ragionando in termini di efficienza “devo fare questa cosa perchè si è sempre fatto così e si fa così, devo timbrare questo cartellino”, piuttosto che nei termini di efficacia “faccio così perchè voglio ottenere questo, non faccio questo anche se lo fanno tutti perchè non è realmente utile alla mia battaglia ma un passaggio formale come la giacca ai matrimoni”. Ecco secondo me certe pratiche di movimento per quanto siano radicali e cattive e violente sono come la giacca ai matrimoni, e trovo francamente incomprensibile come si possa essere tanto genuinamente rivoluzionari e poi però attenersi al vestiario di cerimonia.

 

In realtà vorrei scrivere ancora di varie questioni ma questa tastiera fa schifo e mi sono uccisa la mano sinistra, per cui in virtù di questo, e visto che devo scrivere un libro e la tesi, regalatemi una tastiera, per carità!

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Una risposta a Sproloquio

  1. Melangeaddicted ha detto:

    In quanto portavoce del mio collettivo interiore, intendo comunicare che la posizione strategica emersa riguardo l’affare Spinelli è la seguente:

    “Cagna”.

    Mi piace

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