Ritorni

Napoli la senti prima di vederla.
Piazza Garibaldi si annuncia con il suo caos di urlarisatepianticlacsonrumoridiuncantieredichissàdove mentre sei ancora nel guscio della stazione, ma lo fa in una maniera talmente inequivocabile che senza accorgermene sorrido, come quando un amore viene a prenderti alla stazione.
I tassisti che ci provano sempre, la posteggia al volo del tipo che manco ci crede ma ci prova per default, il tizio che prova a venderti i calzini a tutti i costi, una bottiglietta d’acqua fresca a 0.50 cent (alla faccia vostra: questa è la civiltà!!), la metropolitana, il tizio accanto a me che a cinquant’anni ha perso il lavoro e la vecchia amica incontrata per caso “E ora stai cercando qualche altro lavoretto?” “Per fare cosa? Toglierlo a un giovane?”.
La metro di Scampia. Le scale mobili e una struttura funzionante e completa poggiate sulle fondamenta marce di un cantiere che nessuno ha mai visto funzionare. Gli ascensori rotti e i tre piani carica di borse a piedi, per l’ennesima volta.
Il tizio che ti vende frazioni di tempo degli altri: gli regali il biglietto non scaduto e lui lo rivende per cinquanta centesimi. Basta tu gli dica dove devi andare, e lui ha un residuo di tempo altrui per ogni tratta.
Lo sguardo stanco di mio padre dopo una giornata di lavoro e le braccia forti di mio fratello che mi porta la valigia.
Le scritte sui palazzi, gli striscioni per Ciro Esposito fuori alle scuole, piazza Ciro Esposito.
Mia madre che mi apre la porta con Leone in braccio. L’interrogatorio olfattivo di Leone. Lunghissimo. Un quarto d’ora e una scrupolosa annusata di ogni centimetro del mio corpo e delle mie borse ma pure stavolta approva le ragioni della mia assenza. La lotta con Leone sul mio letto.
Il mio letto. La mia doccia. Le mie pantofole.
E ora i libri che mi guardano “avevi giurato non avresti perso tempo e studiato” e io che conosco troppo bene me stessa per credere davvero che ci ho mai creduto.
Le tante cose da fare.
Quest’estate Napoli ci ha insegnato che la vita un giorno può decidere di fare una risata in faccia a tutti i tuoi sogni e le tue ambizioni, all’improvviso e senza alcuna ragione, e che abbiamo troppo poco tempo per non fare tutte le cose meravigliose che abbiamo in testa di fare.
E questo settembre un po’ in ritardo sarà a partire da questa lucida consapevolezza.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in blog. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...