Il carnevale di Scampia è una cosa bella! (La metropolitana è una carnevalata)

La metropolitana di Scampia è la fermata Piscinola, capolinea della Linea 1.

pignataro_station_3Questa fermata è dedicata a Felice Pignataro, un artista muralista che ha iniziato un percorso nel quartiere nel ’72 e che nell’81 ha fondato un’associazione, il Gridas, gruppo di risveglio dal sonno. Il suo percorso era iniziato nel 1967 prima a Poggioreale, poi a Secondigliano. Con la sua compagna facevano una controscuola ai bambini delle baracche.

Felice faceva disegnare ai bambini il mondo che li circondava. Attraverso i suoi murales generazioni intere hanno messo su muro l’immagine che avevano o che avrebbero voluto del mondo, riappropriandosi di quanto gli era intorno e sentendolo per la prima volta proprio.

Le scuole, soprattutto. La più grande intuizione di Felice era sull’insufficienza del sistema educativo, sulla mortificazione e normalizzazione delle capacità creative dei bambini, perché “la fantasia non fa di cognome Walt Disney” e la battaglia più grande per dare dignità alle generazioni dei più piccoli è convincerli del fatto che quello che hanno nella testa vale molto di più di quello che gli altri ci infilano.

C’entra con Scampia perché il Gridas dall’81 opera su questo quartiere, tentando di mettere su una titanica opera di risveglio delle coscienze attraverso attività culturali e pare una cosa facile, ma svegliarsi tutti i giorni e farlo in quartiere come Scampia non è semplice non perché ci sta la camorra e tutto il resto, ma perché la gente non si aspetta più niente. E tu la gente la devi convincere che ha il diritto di aspettarsi qualcosa.

C’entra con Scampia perché Scampia è volutamente brutta e il brutto mortifica, e se a mortificarti è il brutto a riscattarti è il bello, e Felice era convinto del fatto che la creatività sia un’arma di riscatto potentissima.

C’entra con quel posto perché le critiche più spietate, lucide e ciniche sul processo di nascita e crescita del mio quartiere io le ho lette e sentite dalle interviste a Felice Pignataro. Sull’insufficienza della presenza istituzionale, sulla faciloneria, sulla totale assenza di una riflessione in prospettiva su quello che il quartiere sarebbe diventato. Su tutte le opere inutili e costosissime di chi metteva mano al quartiere in funzione costantemente peggiorativa. Su quanto al danno degli abitanti di Scampia, chiunque promettesse di rimediare non faceva che seguire una caterva di beffe, che per elencarle non basterebbero dieci post. Per chi volesse farsi un’idea, consiglio il bellissimo documentario su di lui “Felice!”, che disegna il ritratto di un personaggio schietto, intelligente, lucido e rivoluzionario nei fatti, non a parole.

Felice Pignataro è morto nel 2004 lasciando al quartiere l’eredità di un’associazione ancora attiva che, tra le altre cose, ogni anno organizza un carnevale che dall’83 anima prima gli abitanti del quartiere, con la costruzione di carri e maschere e poi le strade, facendo tappa in luoghi simbolo e riempiendoli di colori e di musica.

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Ogni anno il carnevale ha un tema, e il tema della manifestazione di quest’anno, che si terrà domenica 15 febbraio, è lo stato di abbandono della scuola come istituzione ma il titolo è indicativo: “Ciucci per che e per chi?”, per denunciare lo stato di degrado della scuola, che dovrebbe essere il luogo in cui si forma il futuro del paese.

Cosa c’entra tutto questo con la metropolitana?

La metropolitana di Scampia ha due uscite. La prima ti porta a Scampia, la seconda a Piscinola. La differenza è verticale. Se esci dalla metro e prendi il cancello blu in fondo alla strada fuori dall’edificio, sei a Piscinola. Se invece di arrivare in fondo a un certo punto vai a destra, ci sta un piccolo edificio che contiene solo delle rampe di scale e due ascensori, che funzionano in maniera alternata quando si è fortunati.

La stazione della metropolitana è stata dedicata nel 2013 a Felice ed è piena di riproduzioni delle sue opere: è una delle stazioni artistiche della linea 1, un edificio di marmo tutto sommato ben tenuto, che in effetti, come già detto, sta a Piscinola. Se però, quando esci dalla metro, vuoi andare a Scampia, devi soltanto scendere due piani di scale. In un edificio abbandonato, costantemente allagato quando piove, sporco da quando ne ho memoria, anche inquietante, a partire da una certa ora del tardo pomeriggio.

Quando esci, capisci subito che sei a Scampia. Ti trovi in un cantiere a cielo aperto inaugurato nel 2005 ma fermo da quello stesso anno. Si tratta di uno spiazzo enorme in cui delle transenne hanno delimitato una strada che conduce all’uscita e porta nel quartiere. Il maestoso edificio immaginato doveva essere un sottopasso della linea MetroCampania NordEst, e in quanto tale di competenza regionale a differenza del piano superiore, di competenza del Comune. I lavori sono stati sospesi per uno stallo nella discussione tra la ditta appaltatrice e la Regione, dovuto a un blocco dei fondi. La manutenzione spetterebbe alla ditta, dice la Regione. A prescindere dallo scaricabarile, ciò che arriva ai cittadini del quartiere è un cantiere a cielo aperto, utilizzato per lo più come discarica, contornato da pannelli su cui ogni tanto qualcuno si diverte a sottolineare attraverso scritte fantasiose lo stato dell’arte, e una valanga di promesse sulla data della fine dei lavori.

metro piscinola-2

Il sottopasso in questione dovrebbe servire ad accedere direttamente alla metro attraverso l’utilizzo delle scale mobili. Le scale mobili sono la cosa più importante, perché sono già state montate.

Da anni. E restano là, con il cielo come tetto, alle intemperie, alle piogge, alle grandinate, al gelo e al caldo, a prendere aria, “acqua e viento”.

Cosa c’entra tutto questo con Felice? C’entra che Felice sottolineava quanti sprechi e quanta incapacità e malafede c’era in chi metteva mano su Scampia, il fatto che ogni volta che promettevano miglioramenti c’era sempre da preoccuparsi e che non si affrontavano mai con competenza, o almeno con logica, le priorità del quartiere, ma tutto serviva ad arricchire qualcuno e non ci si poneva nemmeno il bisogno di fare finta che non fosse così.

Ora io non lo so quanto costi una scala mobile, però ogni volta che prendo la metropolitana e passo attraverso il degrado di quel cantiere e la solitudine di quelle scale erette per portare al niente, abbandonate in mezzo al niente, penso a Felice, e penso alla beffa di chi gli ha dedicato una stazione che rispecchia plasticamente quello che lui denunciava.

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3 risposte a Il carnevale di Scampia è una cosa bella! (La metropolitana è una carnevalata)

  1. Bellissimo articolo, davvero.
    Una precisazione, però, è doverosa: non di “beffa” si è trattato nel dedicare a Felice Pignataro la stazione “Piscinola-Secondigliano” della linea1 della MetroNapoli in quanto l’intervento, che ha avuto il solo “costo di realizzazione” è stato chiesto e voluto dal basso da cittadini di Scampia. L’idea, nata dopo la scomparsa di Felice e supportata da oltre un migliaio di firme, è nata proprio con l’intento di estendere in periferia le “stazioni dell’arte”, vanto della linea1, non escludendo la periferia e dimostrando al contempo che fosse possibile attingere dal territorio per le produzioni “artistiche” a costo zero (non ci sono diritti da pagare per le opere realizzate da Felice Pignataro e dal GRIDAS) e che esse sono addirittura legate alla storia del quartiere anziché importate dall’esterno.
    Un “iter” burocratico durato 8 lunghi anni ha portato alla realizzazione dell’intervento nella stazione di Piscinola quando il cantiere sottostante (di competenza MetroCampania) era in stallo da anni. Si era anche tentato (invano) di estendere la proposta alla stazione in costruzione, ma ne è risultato un nulla di fatto.
    Felice, però, dipingeva soprattutto su muri degradati per ridare significato e colore al grigiore quotidiano che finisce per ingrigire anche le menti, sicché l’aver portato un pezzo della storia del quartiere e di Napoli, attraverso i suoi colori e le sue utopie, sui muri della stazione già presente ci sembra un primo passo per testimoniare che le cose si possono fare, che di risorse cui attingere sul territorio ci sono e che la stazione così è più bella, come spunto affinché si continui in questa direzione. Poi, ovviamente, come GRIDAS non ci fermiamo e supportiamo le battaglie affinché la stazione MetroCampania sia ultimata nel più breve tempo e nel migliore dei modi possibili.
    Qui, per approfondire, la storia della stazione artigianale “FELImetrò“. Martina Pignataro (GRIDAS).

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