Napoletani brava gente


Quello che segue non è un trattato di sociologia sull’ennesimo caso di cronaca, ché a Napoli e sulla città stessa di sociologi improvvisati ce ne sono fin troppi. È un modo per far parlare insieme due che di solito vomitano pensieri su quello che vedono e che li colpisce. Niente di più.

In questo caso si parla di Scampia vista dalle telecamere di Gazebo, programma televisivo che mostra i fatti di cronaca da una prospettiva insolita rispetto ai classici talk-show a cui siamo abituati in Italia. Appunto: prospettiva nella prospettiva. Roba che alla sola idea può far venire l’emicrania pure ad un capucchione come Saviano. Se poi ci aggiungiamo che nessuno dei due è mai stato molto doce e sale, allora c’è quasi la certezza che per certi napoletani il piatto risulterà più che indigesto ma irritante ai limiti della sopportazione.

Il fatto di scrivere insieme però non ci ha portati ad una opinione comune, ma a vedere la stessa cosa da prospettive differenti. Da Gazebo, certo, ma anche dagli altri napoletani che quando passano da queste parti hanno la stessa aria dei turisti che vanno a fare i safari in Kenya.

Come Scampia ce ne sono davvero pochi di posti così famosi ma mai davvero conosciuti: troppo adatto a reportage sensazionalisti e servizi televisivi emotivamente forti perché la realtà possa davvero interessare al di là della sua raffigurazione sfigata.

I problemi reali di Scampia scompaiono sempre nella loro irriproducibilità mediatica: accanto alle tante storie che si consumano, come in qualsiasi altro quartiere della periferia di una grande metropoli, c’è l’uccisione della realtà da parte della sua stessa rappresentazione mediatica. È il cliché a vincere sempre, il riflesso condizionato all’ovvietà, una cartolina rovesciata che non concede alcuna possibilità di mostrare prospettive diverse.

Un po’ ci siamo mischiati, un po’ ci siamo affiancati: introduzione e conclusione sono a quattro mani mentre il corpo del post è scritto in parte da una e in parte dall’altro, come se ci fossimo seduti al tavolino di un bar, avessimo notato una cosa assieme, ognuno avesse detto la propria e poi, appiccicandoci per il conto, avessimo tratto le conclusioni dal nostro ragionamento.

1897687_10152929196696019_1194639611720154358_n

Stamattina pensavo a tutti i napoletani per bene. Quelli che non passano col rosso, quelli che fanno il biglietto sull’autobus e mettono il grattino quando parcheggiano.

Quelli che quando succede un qualunque fatto in questa città sanno esattamente da che parte stare.

Quelli che quando è morto Davide Bifolco lui stava a tre sul motorino, senza assicurazione, e se scappava teneva qualcosa da nascondere sicuro.

Quelli che hanno tenuto lo stomaco, di fronte alla morte di un ragazzino di sedici anni, di dire che loro però non sarebbero stati mai nella stessa situazione.

Per me sono la peggio gente e finché si fregeranno di essere l’unica speranza di questa città, Napoli sarà destinata ad affondare.

Napoli non è della brava gente. Napoli non è della gente onesta.

Napoli è di chi ci vive e ‘sto fatto che qualcuno, che sia maggioranza o minoranza, creda di potersi dire rappresentativo di una condizione e in virtù di questo di poter condannare qualcun altro è un vezzo che si può permettere solo chi non guarda oltre la superficie delle cose.

È un vezzo di chi pensa facile, e guarda e vede il mondo perfettamente diviso tra bianchi e neri, buoni e cattivi, onesti e disonesti, “quelli come me” e poi “tutti gli altri”.

E questo è un meccanismo che è causa e conseguenza di chi, invece di mettere mano alla cardarella e aggiustare quello che è rotto, perde tempo a farsi le chiacchierate con chi tiene attorno, parlando della crepa che sta nel muro.

Non è niente di trascendentale, nulla di particolarmente acuto in realtà, però è ‘nu fatto che s’adda dicere.

CONTINUA QUI

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in blog e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Napoletani brava gente

  1. Pingback: Napoletani brava gente | Il Terronista

  2. c12 ha detto:

    ma io non capisco. Non capisco perchè, dopo ogni servizio su scampia, che sia rai, mediaset, la7, gazebo, qualcuno comincia a recriminare…”eh ma non è tutto così..”…”eh ma sono solo i soliti clichè..”…”eh ma sembra un servizio fatto ad uso e consumo dei telespettatori del nord pronti a scandalizzarsi.” Non c’è dubbio, in parte questo è vero, la spettacolarizzazione avviene realmente, e allò? Questo forse cancella la sostanza, cioè che scampia sia un luogo assurdo? Come ponticelli, caivano, rione traiano, forcella, e così via…non credo! ho letto alcuni tuoi post, mi sono piaciuti, ma questo orientamento proprio non lo capisco. credo che chi ama davvero la propria città dovrebbe ringraziare per questi servizi, dovrebbe ringraziare tv e giornali che ancora ne parlano, perchè la politica, a livello nazionale e locale, non ne parla più di napoli. Non capisco neanche un certo risentimento nei confronti di saviano, a me piace sempre quello che dice. Se poi vogliamo limitarci a criticare i “buoni”, i “bravi”, quelli sempre pronti ad attaccare “la brutta gente che rovina questa città”, è giusto, si, ma è anche troppo facile

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...