Cose che ho imparato nell’ultimo anno (e un po’).

2013621231318_AV1Non è Capodanno, non è propriamente tempo di bilanci, però sono in una fase un po’ strana della mia vita. Tra questa cosa dell’università che è finita e della vita vera che stenta a iniziare, posso approfittare del vuoto cosmico e di questo vento fortissimo per mettere in ordine pensieri e fatti, immagini e concetti.

Ripensando all’ultimo anno (e un po’) mi rendo conto che ho imparato un sacco di cose.

Ho imparato che a volte essere innamorati di qualcuno non basta a condividerci la vita.

Ho imparato che a volte vuoi talmente tanto qualcosa che non ti rendi conto del coraggio che ti dai per averla.

Ho imparato che l’amore non sempre si coltiva, a volte spunta come un fungo e basta.

Ho imparato quanto è bello spiegare a qualcuno le tue battaglie, e sentirti dire che sono bellissime.

Ho imparato le fini e i nuovi inizi.

Ho imparato cieli diversi dai miei, e francamente meno belli.

Ho imparato a bere caffè e sambuca con i pensionati emiliani.

Ho imparato l’arroganza, l’ignoranza, la bassezza. Specie da chi ha veramente mediocri orizzonti da guadagnare. Ho imparato che c’è gente che a vent’anni fa politica nelle università come la fanno i rampanti quarantenni che rottamano tutti solo per prendersi i loro posti.

Ho imparato che le cose finiscono: gli amori, gli studi, i percorsi politici. Ma alcune cose restano.

Io. Gli amici. I compagni.

Ho imparato che a volte diamo per scontate le persone che abbiamo intorno. Siano essi vecchi parenti o vecchi amici. A volte ci facciamo bastare l’idea che qualcosa esiste, piuttosto che coltivarne l’esistenza.

Ho imparato che a volte non lo sappiamo, ma perdiamo l’umanità. Che non ci prendiamo cura di chi ci è accanto, sia esso un amico, un compagno, un conoscente. A volte diamo per scontato che chi c’è ci sia sempre, e non ci chiediamo mai cosa possiamo fare per farlo restare. Se abbiamo fatto il possibile per farlo restare.

Ho imparato che quando perdi qualcuno, e non hai avuto modo di chiedergli di restare, questa cosa ti resta dentro come dolore ma non sempre insegnamento.

Ho imparato la delusione.

Ho imparato a fare la pasta fatta in casa.

Ho imparato a memoria la stazione di Bologna.

Ho imparato che non imparerò mai la diplomazia.

Ho imparato a fare gli screenshot.

Ho imparato la solitudine.

Ho imparato a scrivere molto meglio.

Ho imparato che i tatuaggi non fanno male, ma che mantenere una promessa non annulla una nostalgia.

Ho imparato che gli insegnanti che non amano imparare sono dannosi più di qualunque governo.

Ho imparato la stanchezza del difendere la mia posizione. Una cosa veramente nuova.

Ho imparato la voglia di lasciare tutto e andare, per un po’. Un’altra cosa nuova.

Ho imparato la frustrazione di fingere che le cose che non mi piacciono mi piacciano, ma che questo è possibile solo se tratta di cose insignificanti.

Ho imparato che per tutto il resto non posso.

Non sarà tempo di bilanci, ma se guardo da qui alla distesa di giorni che ho alle mie spalle, e ripenso al mio ultimo anno (e un po’), mi rendo conto che mi sono successe un sacco di cose che magari sono solo mie e non riguardano tutti gli altri, ma ognuna di loro mi ha insegnato qualcosa che vale per tutti. O almeno dovrebbe. E ho imparato a condividere con chi ho accanto le cose che imparo, come ci dividerei il pane.

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3 risposte a Cose che ho imparato nell’ultimo anno (e un po’).

  1. cordialdo ha detto:

    Ciò che hai imparato, frutto delle tue riflessioni, non è certamente poco. In molti dovremmo imparare a riflettere come hai fatto tu”

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  2. RossellA ha detto:

    Ti ruberò questa frase “a volte ci facciamo bastare l’idea che qualcosa esista piuttosto che coltivarne l’esistenza”. Ha un buon sapore ritrovarsi nelle parole di qualcuno,proprio come un pane condiviso

    Liked by 1 persona

  3. sono un sacco di cose, un bagaglio enorme di arricchimento che mai nessuno ti porterà via.

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