In parole polvere… le cose di cui mi sono veramente rotta il cazzo

Bastardi-senza-gloria-di-Quentin-Tarantino-scena-finale-del-cinema-che-bricia.Mi sono rotta il cazzo dei rom. Del fatto che quello che fanno o non fanno i rom o i migranti in generale debba esser rapportato alla loro appartenenza etnica, alla loro origine geografica o va’ a trovare che altro si possono inventare. Mi sono rotta il cazzo del fatto che se un’auto guidata da rom investe e ammazza una donna, allora “chi ci pensa alla famiglia della morta?” quando non ho mai visto nessuno chiedersi chi ci pensasse alla famiglia di Petru, il musicista ammazzato alla metropolitana di Montesanto, quello lasciato a terra ad agonizzare, colpevole solo di essersi trovato sulla traiettoria di un proiettile vagante, quello che la gente, ripresa dalle telecamere, continuava a scansare per fuggire via, per prendere la cumana o quello che era e andare via, lontano, mentre sua moglie, accasciata sul suo corpo, piangeva e chiedeva aiuto. E non ho visto nessuno chiedere cosa sarebbe stato e chi avrebbe pensato alle famiglie del campo rom di via Cupa Perrillo, a Scampia, quando sono state lasciate al gelo senza acqua e corrente, in uno degli inverni più glaciali che io ricordi, e anzi ho visto molti di quelli che ora si chiedono chi penserà alla famiglia della donna ammazzata esultare, festeggiare un atto di inumanità come una vittoria, come un atto di civiltà, con la spocchia piena di chi sa di essere dalla parte giusta, quella della legge, senza guardare agli esseri umani sui quali stavano riversando la propria inumanità per guadagnarsi un consenso, una legittimazione, che sono stati pronti a rivendersi solo pochi mesi dopo per la prima tornata elettorale utile.

Mi sono rotta il cazzo degli intellettuali irriverenti, quelli dalla battuta più sagace e del commento più arguto. Quelli che se ne strafregano di quello di cui stanno parlando però sanno benissimo come inserirsi con l’osservazione più brillante, per strappare una risata franca e francamente amara a quelli che li leggono perché come è più facile accertare e assertire il proprio essere soli e uomini soli, a vomitare disprezzo verso tutto ciò che di mediocre ci circonda, mentre intanto non si fa niente per mutarlo, fingendo che la propria incapacità a incidere sul presente sia solo snobbismo verso un presente che non ci merita. Come se vivessimo in un mondo in cui ci può essere un presente che non ci merita e non possiamo essere noi invece a non meritare il nostro presente, perché non riusciamo a ritagliarci una parte, una qualunque, nella commedia delle parti che si dà anche grazie al nostro sorridente, sarcastico, assenso.

Mi sono rotta in cazzo degli irriverenti in generale, degli irriverenti a vacante che hanno trovato nel non assumersi la medesima responsabilità sul presente l’ennesima strada per denigrare quel presente che non gli lascia parti, spazi, responsabilità. E come è facile deridere chi non ti vuole, chi non ha spazio per te, invece di esigere lo spazio che pensi che ti spetti ma poi che lo pensi e non lo dici e non te lo dici perché è più facile distanziarti, distinto e distante.

Mi sono rotta il cazzo delle superstar di facebook, e pure io ho avuto quella fase là. Mi sono rotta il cazzo di chi ha deciso di barattare quindici minuti di notorietà con l’essere quel che è. Mi sono rotta il cazzo di un mondo che è una realtà virtuale di cui nessuno, nemmeno io, può fare a meno, e che costituisce gerarchie sociali e improvvisati improbabili pantheon dei poveracci eleggendo superstar e papi dei poverissimi una volta al mese, e di quelli che ci credono veramente e smettono di vivere per costruirsi una vita virtuale della quale, da qui a un mese, non fregherà più a nessuno.

Mi sono rotta il cazzo di quelli famosi senza una ragione e ne approfitto per fare un outing importante: non so chi sia Sara Tommasi, non so chi sia Andrè Diprè e non so chi sia Tiziana Cantone. Se mi avete vista sorridere ammiccante alle vostre battute ve lo confesso: bluffavo. Mi sono rotta il cazzo del fatto che ho scoperto che il fatto quotidiano ha fatto un articolo su una tizia che ha fatto un pompino – ripeto: un pompino (e non sono volgare perché mi legge mammà) – a un tizio fingendo si trattasse di una relazione adultera. Mi sono rotta il cazzo perché non solo non so di che state parlando, ma francamente non riesco a immaginare un universo possibile nel quale non solo di questa cosa me ne freghi qualcosa, ma soprattutto nel quale questa cosa abbia una rilevanza tale da apparire in un giornale senza che questo sia il peggiore degli universi immaginabili. E mi sono rotta il cazzo di voi che deridete questi famosi senza alcuna ragione, che si fregiano di immagine e di vacuità, rendendoli ancora più famosi a vacante di quello che sono.

Mi sono rotta il cazzo di quelli che famosi non sono ma si sono costruiti lo stesso dei personaggi cui render conto a ogni ora del giorno e della notte. Mi sono rotta il cazzo dei e delle finti e finte intellettuali, che sempre il concerto giusto, sempre la citazione azzeccata, sempre il quadro più sconosciuto ma altrettanto illuminante, sempre l’osservazione più inaspettata che poi io mi chiedo se tutti si aspettano che tu dica qualcosa di inaspettato, quanto è inaspettato quello che dici? Mi sono rotta il cazzo delle citazioni giuste e le bocche a culo di gallina, della finta trasandatezza che non so manco se esiste come parola, e poi degli sguardi che vogliono mostrarsi vagamente ammiccanti che risultano però soltanto vacui, come quelli delle mucche che masticano bave ed erba. Mi sono rotta il cazzo pure di quelli e quelle che dicono di fregarsene mentre in realtà se ne fregano, eccome, dell’effetto che farà il loro non fregarsene, sul grande pubblico.

Mi sono rotta il cazzo che tutti, pure io, teniamo sempre un grande pubblico cui rendere conto.

Mi sono rotta il cazzo degli scrittori emergenti, ma questa è tutta una questione personale. Mi sono rotta il cazzo perché voi pubblicate a ogni batter di ciglia e io mi pongo diecimila problemi a sottoporre ognuno delle mie decine di scritti mai conclusi per codardia a chiunque sia, pure a me stessa, perché penso sempre che no, non ancora, non sono all’altezza.

Mi sono rotta il cazzo di quelli che si sentono sempre all’altezza, sempre una spanna sopra gli altri. Quelli che passano tutta la vita a pensare che tutto quello che fa chiunque altro sia merda e poi però decidono di fare una cosa, una cosa qualunque, e pensano di essere migliori. Mi sono rotta il cazzo delle centinaia e centinaia di percorsi improvvisati da parte di tutti quelli che ti hanno sempre guardato tra lo schifato e il compassionevole, quando eri tu a proporgli qualcosa. E non perché quello che voglio fare io sia meglio ma perché nessuno si basta da solo, e se pensi di bastarti da solo o pensi che ti bastino te e tutti quelli che ti fanno sì con la testa, non hai capito un cazzo.

Mi sono rotta il cazzo delle regionali in Campania. Mi sono rotta il cazzo di Caldoro e che ve lo dico a fare? Mi sono rotta il cazzo di De Luca, l’ignoranza e arroganza al potere che mira soltanto a espandere il proprio potere, il proprio feudo. Mi sono rotta il cazzo dei Giovani Democratici, che si mettono sorridenti sui manifesti elettorali a promettere e ammiccare cambiamenti che non possono garantire e nei quali, mi auguro, non credono nemmeno loro. Perché se ci credono veramente so sciem, in quel partito. Ma se non ci credono sono in malafede, merde come i dirigenti di quel partito di merda nel quale continuano a stare nonostante tutto, perché al finale pure loro sono mediocri e pure se non te lo dicono e non se lo dicono, se non prendono coraggio e lasciano quel posto di merda lo sono, vogliono solo la certezza, voglio solo la stabilità, e preferisco chi sta in viaggio piuttosto che chi dice di essere arrivato perché gli basta stanziare da qualche parte. Mi sono rotta il cazzo dei meridionalisti a cazzo, quelli che leggono la complessità della storia della mia città, della mia regione, della mia parte di mondo, dietro improbabili e azzardate divisioni manicheiste tra bene e male, tra su e giù, piuttosto che provare a rapportare le proprie confortevoli visioni del mondo alla realtà effettiva, quella che veramente esiste e che ti dice che non importa dove sei nato, da quale parte o quale altezza, perché quello che conta è se stai tra gli oppressori o tra gli oppressi.

Mi sono rotta il cazzo di quelli che in politica non hanno vinto mai niente da decenni, che non hanno mai saputo come si fa e meno male, perché sono degli idioti, ma che poi ti vogliono insegnare come si fa, come si vince, come è inutile fare, cosa è inutile vincere.

Mi sono rotta il cazzo perché qui, dietro questa frase, ci avrei dovuto scrivere chi voterei o voterò ma ho deciso di cancellare in blocco tutto il paragrafo, che non sono cazzi vostri.

Mi sono rotta il cazzo dei chilometri, dei binari, dei treni, dei biglietti, delle attese, delle offerte. Mi sono rotta il cazzo del coraggio dell’imprudenza e della prudenza delle maturità. Mi sono rotta il cazzo che ognuno non può fare quello che vuole ed essere dove vuole e basta, senza la necessità costante di giustificare a se stesso per giustificare agli altri il merito di quello che fa. Mi sono rotta il cazzo delle domande e delle risposte, e forse delle risposte più che delle domande ma forse di più delle domande che non tengono risposte. E mi sono rotta il cazzo pure di me, che ‘ste risposte faccio tanto finta di non volerle ma poi le aspetto senza fare niente per trovarle.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in blog, Sproloqui e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a In parole polvere… le cose di cui mi sono veramente rotta il cazzo

  1. cordialdo ha detto:

    La cosa più strana per me questa sera e che, conoscendoci poco, pochissimo da breve tempo, abbiamo affrontato lo stesso tema io commentando la foto di due piccole bambine ammalate! Ciao. come non condividere la tua “rottura”?

    Liked by 1 persona

  2. aristocraticoaristotelico ha detto:

    Mentre ti leggevo ho percepito l’irrefrenabile bisogno di ascoltare “meu amigo, charlie brown”, te la consiglio, ti rende più sopportabile 🙂

    Mi piace

  3. gianluca panagia ha detto:

    Eccellente, come sempre.
    Secondo me sei piú che pronta.

    Liked by 1 persona

  4. kmgi ha detto:

    maa.. come fai a rompertelo che non ce l’hai? =)

    Mi piace

  5. loscalzo1979 ha detto:

    Ci sta tutta secondo me:

    (ah spero ti garbi, immagino qualcuno te l’abbia anche proposta in MP magari)

    Liked by 1 persona

  6. Federico ha detto:

    La penso come te!!!!
    Abbiamo un enorme voglia di scopare con qualcuno che ci vuole bene!!!!!!!!!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...