Il Kurdistan non è la Padania e i migranti non sono l’Isis

11377379_1633930193518297_1439771820233663076_nOrmai è un dato risaputo: se vuoi pubblicizzare una cosa basta inserire un riferimento a caso a Salvini, possibilmente negativo, e lui accorrerà ad amplificare la portata di qualsiasi cosa tu abbia detto. È una specie di deflagratore: una pubblicità assicurata. Bene hanno fatto allora – e probabilmente lo immaginavano – gli organizzatori del Newroz Festival, che comincia stasera e durerà fino a domenica tra Mezzocannone Occupato e la Mostra d’Oltremare. Il Festival infatti ha lanciato da settimane una massiccia campagna di comunicazione con adesivi, volantini e gadget con un bel divieto d’accesso per il segretario della Lega. Che a vedersi, c’è da dirlo, fanno proprio bene all’umore. Ovviamente Salvini non si è lasciato sfuggire l’occasione di polemizzare e dire che tanto lui non ci andava comunque, giusto per avere l’ultima parola, essendo il festival sotto la direzione artistica dei 99 Posse, che immagino se ne faranno una ragione.

Il fatto è che il Newroz veramente è vietato a gente come Salvini: il Festival di cui stiamo parlando prende il nome dal capodanno curdo che si celebra nel primo giorno di primavera. “Nuovo giorno”, vuol dire. Mai come in questo periodo per i curdi ogni nuovo giorno è una vittoria da festeggiare. Da mesi resistono fieramente all’Isis e liberano pezzi di territorio. Kobane, dopo la liberazione di gennaio, è diventata simbolo di resistenza contro ogni oppressione. Da stamattina è di nuovo sotto assedio e ancora resiste fieramente alle offensive dell’Isis. Il Newroz è una festa che è stata a lungo vietata e repressa, e che ancora ora è difficile celebrare degnamente in quelle terre. È la festa dell’orgoglio di un popolo che rivendica l’appartenenza a una terra che gli è negata, che è usurpata da altre formazioni statali in maniera violenta. Cosa può mai entrarci questa roba con uno come Salvini?

Il Kurdistan è simbolo di emancipazione, il suo popolo, simbolo di resistenza. La Lega si è inventata una battaglia territoriale rivendicando l’appartenza a un pezzo di terra, chiamandolo Padania, e pretendendo di rivolgersi a un popolo. I curdi ogni giorno impugnano le armi e cacciano l’Isis dalla propria terra. La Lega ha deciso che i nemici sono proprio le vittime dell’Isis: i migranti, i rifugiati politici, quelli che vengono a fare i clandestini per scappare da una morte certa. I curdi conducono una battaglia folle contro un mostro molto più grande e pericoloso di loro. La Lega, Salvini, dall’alto della propria posizione di forza, ogni giorno mortificano chi è più debole.

Il Newroz è un festival vietato a Salvini e proprio non potrebbe essere altrimenti. Lui non ha niente a che spartire con questa festa che parla di libertà e resistenza e, pure se come dice, non gli è vietato l’ingresso, ma è lui a non voler venire, meglio così: domenica la mia città ospiterà una delegazione curda che racconterà come ha liberato la propria terra dai cattivi, quelli veri. Mi vergognerei molto se incrociassero Salvini.

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2 risposte a Il Kurdistan non è la Padania e i migranti non sono l’Isis

  1. Pingback: Il Kurdistan non è la Padania e i migranti non sono l’Isis | Arti e bagagli

  2. Yuri Buccino ha detto:

    L’ha ribloggato su Appunti Scomodie ha commentato:
    Da Errecinque

    Mi piace

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