Facciamo che i matrimoni gay li festeggia solo chi non potrebbe fare qualcosa in Italia?

165421147-7b055dc6-ef7e-4354-9707-e7b2d9b03063Non credevo sarebbe stato il caso di specificarlo veramente, ma i matrimoni gay li ha fatti l’America, non noi. Keep calm e smettete di esultare.

È tutto molto bello: da ieri sera l’America ha detto un fatto figo. Se ami qualcuno, lo puoi sposare.  Un fatto che pare incredibile doverlo specificare, no? Eppure l’ha dovuto fare la Corte Suprema, perché da qualche parte, in molti Stati, era ancora illegale. Ovviamente la notizia ha destato giubilo non solo negli States ma in tutto il mondo: “Un grande atto di civiltà”, “Una figata pazzesca”, “La storia è inesorabile”, eccetera eccetera.

Tutto giustissimo, veramente. Solo diventa un po’ più triste quando però si vede che a festeggiare non sono solo quelli che auspicano che si faccia questo passo di civilità, questa figata pazzesca e questo progresso storico, ma pure quelli che potrebbero incentivarlo e non lo fanno. Per dire, in Italia la cosa più simile che si sono spinti a provare sono stati una roba che si chiama DICO: sapete che sono?

Praticamente i DICO li ha fatti la buonanima del governo Prodi, e l’acronimo sta per: “Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi”. E non erano lontanamente equiparabili a qualsiasi forma di matrimonio gay quanto piuttosto a una raccolta punti fedeltà, tipo le tutele crescenti del Jobs Act per capirci. Se dopo tre anni eri stato bravo, la tua coppia aveva alcuni diritti. Se dopo nove anni eri stato ancora più bravo, ne avevi degli altri. Era un fatto crescente: se volevi meritare la legittimazione del tuo amore come quella di due persone di sesso diverso, dovevi far vedere che te lo meritavi. Comunque, i DICO se ne sono andati assieme al governo Prodi per cui è inutile starne a parlare.

Sarà venuto altro, dopo la caduta di Prodi? Macchè! L’unica cosa certa che in Italia puoi fare, al momento, è un contratto tra conviventi, che è una specie di velo pietoso che si distende sul vuoto legislativo vigente e che dice che due coinquilini possono andare da un notaio e scrivere un atto che gli dà una serie di vantaggi economici. Nel frattempo, dato il vuoto di cui sopra, una serie di sindaci si sono attrezzati e negli ultimi anni hanno istituito autonomamente dei registri comunali per le unioni civili. Peccato che l’anno scorso il Ministro dell’Interno aveva provato a far annullare le unioni registrate, ricevendo l’opposizione dei sindaci dei comuni in questione.

E ora? Ora ci sta in ballo una cosa che si chiama DDL Cirinnà.  Il ddl Cirinnà, che è una proposta per la quale le coppie omosessuali potrebbero contrarre un’unione civile. Unione civile, non matrimonio. Va specificato: ci sono una serie di diritti ma non stiamo parlando di due persone che possono sposarsi. In ogni caso, al ddl sono stati presentati circa quattromila emendamenti. 

Del resto non credo ci sia molto da stupirsi degli emendamenti a un Disegno di Legge sulle unioni civili, visto che in Italia stiamo ancora a contestare il fatto che non si possano discriminare le persone in base al sesso. Avete presente le “sentinelle in piedi”? Le sentinelle in piedi sono un movimento nato per contestare il DDL Scalfarotto. E che è il DDL Scalfarotto? Una proposta di legge contro l’omofobia, che sanziona le discriminazioni in base al sesso. E perché lo contestano? Perché sarebbe una legge liberticida: nega la libertà di opinione.  Cioè noi in Italia abbiamo ancora bisogno di chiarire che pensare che uno va discriminato perché è gay non è un’opinione ma ignoranza.

Quindi sì, è tutto molto bello e a me piacciono un sacco tutti questi arcobaleni sui social network però esattamente una settimana fa in questo paese si stava facendo una manifestazione “a difesa della famiglia tradizionale”, e c’è un gruppo di persone che è convinto di poter difendere il proprio diritto a discriminare i gay, e la proposta più avanzata sul piano dell’amore omosessuale che abbiamo dice comunque che questi si possono voler bene, “unire civilmente”, ma non sposare. In Italia, per dirne un’altra, per far approvare la Buona Scuola e quindi prendersi i voti della destra, il governo ha eliminato quel minimo di ragionamento (del tutto insufficiente) che si faceva sull’educazione sessuale. Ancora una volta io non capisco come una parte di ceto politico si senta legittimata a festeggiare. Come quando vince Tsipras e però se l’Europa ci chiede un sacrificio lo dobbiamo fare, se non altro per non far cadere il governo, o quando Podemos sbanca, però qua la sinistra la ricostruiamo mettendo assieme i partitini reduci della sua distruzione.

Allora io capisco l’entusiasmo di chi certe cose le richiede, di chi certi diritti li rivendica. Ma tutti quelli che potrebbero avere i mezzi per fare qualcos’altro oltre a colorare la propria fotografia su facebook e che ora stanno festeggiando, che problema hanno?

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10 risposte a Facciamo che i matrimoni gay li festeggia solo chi non potrebbe fare qualcosa in Italia?

  1. a mio parere riconoscere le unioni civili è una cosa- equipararle al matrimonio è altro.
    è farlo è per nascondere i veri motivi per cui tanto si vogliono, e che inevitabilmente
    porteranno alla deriva la società futura.
    il tempo sarà giudice,haimè

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  2. rO ha detto:

    Ma soprattutto, ok, siamo tutti felici per la libertà di poter fare quel cavolo che uno vuole, ma questo proliferare di arcobaleni non è eccessivo?

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  3. loscalzo1979 ha detto:

    Capito perfettamente il punto di vista che volevi esprimere.
    Ormai la Storia abbatterà questo tabù anche, i retrogradi alla fine passeranno e saranno dimenticati e guardati come residuato dell’ostracismo che alcuni hanno cercato di porre all’evoluzione della società: se ne facciano una ragione.

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