Il referendum di tutti, il coraggio dei greci

11695779_684178548355478_6292059373530665472_nChe domani sarà un giorno storico, di un’importanza inimmaginabile non solo per la Grecia ma per l’Europa intera, è superfluo ribadirlo. Che, comunque vada, sarà stato fatto un passo enorme in avanti rispetto alle prospettive in cui viene immaginato quest’accozzaglia di Stati che al momento è veramente difficile chiamare “Unione”, pure è ridondante ripeterlo. Quello che voglio dire, ma assai assai, è che noi ai Greci dovremmo solo fargli tanto di cappello, prima per il governo che si sono scelti, che non era affatto scontato e che era l’unica alternativa possibile vista da qui, ma lì è stata conquistata nonostante la paura, nonostante il terrorismo mediatico, nonostante un ceto politico di corrotti che non ha mai fatto gli interessi della popolazione.

E pure a ‘sto governo dobbiamo fare tanto di cappello, perché dopo nemmeno sei mesi dalla sua nascita ha puntato i piedi, ha alzato la voce e sta tentando di ribaltare un tavolo a cui tutti, tutti quelli che erano seduti, sono sempre stati supini.

Io mi sento solo di dire “grazie” per una ragione proprio elementare, quasi ingenua. Sono impegnata in politica da quando avevo quattordici anni, ho sempre creduto ciecamente in quello che facevo e mai sono voluta scendere a compromessi. Chi mi guardava da fuori, in buona o mala fede, mi diceva che questo mi sarebbe stato possibile solo fino a che in realtà non contavo niente. Che arrivati al dunque, poi, tutti bene o male cedono. Che è nell’ordine delle cose che uno che voglia fare politica debba smarrire a poco a poco dei pezzi della sua identità per sopravvivere.

Ieri ho sentito Alexis Tsipras urlare a una piazza gremita che il suo popolo è in guerra con l’arma più potente di tutte: la ragione. Non ho mai avuto modo di vedere un leader politico dire semplicemente: “Non scendiamo a compromessi perché abbiamo ragione”, non ho mai visto un leader politico mettersi dalla parte del suo popolo in barba a ciò che lo circondava.

Di questa grande lezione di politica e di vita, ho scritto qui:

http://www.fanpage.it/le-strade-di-atene-e-la-lezione-di-tsipras/

Per il resto mi sento solo di dare un grande in bocca al lupo ai compagni e fratelli greci, di ringraziarli per la responsabilità che loro, soli, si sono assunti, e di stare in fibrillazione fino a domani notte.

Tutto il resto, sono chiacchiere di pavidi.

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