Nichi Vendola ha vinto l’Oscar

cartello-affittasi-1vComunque ho lavorato in un call center a quattro euro l’ora, sono abbastanza certa che stessi affittando il mio cervello e le mie capacità dialettiche.
Poi se vogliamo parlare di lotta di classe per me va bene, però inserirei nel dibattito pure il costo del TFA, la sanità pubblica al tempo del biocidio, il sistema di smaltimento di rifiuti che fa in modo che i ricchi industriali si arricchiscano condannando a morte i poveracci che vivono nelle terre che loro hanno scelto come discariche, il fatto che non ho latte in frigo perché il ragazzino delle ripetizioni decide di appendermi sempre il venerdì, giorno in cui dovrebbe pagarmi tutta la settimana, l’accesso riservato alle riviste scientifiche del catalogo del mio ateneo, la devastazione della scuola pubblica, i finanziamenti alle private, la totale assenza di strumenti di welfare efficaci che consentano a chi non vuole mettersi a fare lo spacciatore di scegliere che vita fare in egual misura se è nato al Vomero o alla Sanità, la possibilità di abortire senza dover fare il giro delle sette chiese degli ospedali pubblici per trovare medici non obiettori, la possibilità di decidere se abortire o meno in base alla volontà reale di avere un figlio o no, e non alle condizioni in cui farlo crescere e un sacco di altri fatti.

Mo ve lo giuro che io ho un utero – e per altro in determinati periodi del mese lo darei in permuta, altro che affitto – e non capisco e quasi mi offendo perché vi indigna che lo affitti quando poi posso affittare il mio cervello, posso affittare le mie braccia e le mie gambe andando a fare volantinaggi per pochi spiccioli, posso affittare la mia capacità di resistenza fisica facendo i traslochi o lavorando tutte le notti da barista, posso affittare il mio bel faccino facendo la modella, posso affittare praticamente qualunque parte del mio corpo essendo il mio corpo il mio veicolo di interazione con la società.
O il problema è che non posso portare per nove mesi in grembo un insieme di cellule che via via prende la conformazione fisica di un neonato? No, perché su una cosa ci dobbiamo capire: un bambino non è niente senza l’educazione e il contesto in cui si forma, è una cosa tenera tipo un cucciolo, di cui occuparsi con attenzione e sollecitudine tipo una pianta. Un bambino diviene una persona nel mondo in cui è inserito, e francamente io credo che il problema di questo benedetto bambino in questo momento non sia tanto il fatto che verrà cresciuto da due genitori dello stesso sesso e forse avrà, forse non avrà, relazioni con il corpo che ne ha garantito la formazione fisica, quanto il fatto che è appena nato ed è già diventato un trend topic sui social network, e tenete ragione, il primo approccio col mondo lo viviamo in famiglia e solo dopo arriva la società, e proprio per questo credo che il suo problema una volta cresciuto non saranno i suoi due papà che lo accudiranno e lo proteggeranno da quanto siete brutti, ma tutti quelli che, una volta che per forza di cose uscirà dal guscio e prenderà coscienza del mondo esterno, scoprirà aver speso fiumi di parole e inchiostro su di lui, tutti quelli che lo guarderanno come un fenomeno mediatico, tutti quelli che pretenderanno di sapere o non sapere di lui le prospettive di vita, le probabilità di devianza e l’ambiguità ontologica.
Credete veramente che il problema di sto bambino siano i due papà e non il fatto che la prima cosa che vedrà dopo i suoi due papà sarà una società pregiudiziale, bigotta, che lo additerà come quello strano?
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11 risposte a Nichi Vendola ha vinto l’Oscar

  1. Jaja ha detto:

    “l’accesso riservato alle riviste scientifiche del catalogo del mio ateneo”. Grazie per averlo fatto presente.
    Il sistema educativo di questo paese sa esattamente come spezzarti le ali e lo fa con chirurgica cattiveria.

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    • middlemarch ha detto:

      La bibliotecaria universitaria che è in me si è sentita toccata. Oh ragazzi, non è mica dall’ateneo che dipende, sapete? Sarebbe come dire che se hai problemi con l’acqua che non ti arriva in casa, te la devi pigliare con l’idraulico. Sarà la società che eroga, semmai. Sarebbe a dire gli editori. Che non sono certo italiani, a parte rarissime eccezioni. Sono loro che impongono i limiti di accesso. Quindi il sistema educativo di questo paese, che ha molte responsabilità, mi pare che in questo caso non c’entri molto. In ogni caso, l’accesso ai full text può passare per tante strade, sapendo usare la rete, e aumentano ogni giorno di più. Fate un salto ai corsi organizzati in biblioteca. Vi insegnano parecchie cose utili 😉

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  2. L’ho letto e riletto, questo articolo, per levarmi di dosso l’impressione di cinismo che lascia dentro – ma che altro non è che la mia benpensante educazione borghese che non ammetto esista ancora e che invece m’accorgo quanto stia cheta dietro l’angolo, pronta a ricomparire al momento più inaspettato – e m’è piaciuto molto: per la sua capacità di andare all’essenza, levando la forma per mostrare la sostanza di certi nostri retaggi mentali anacronistici ma ammantati di sedicente morale. Mi permetto di adottarlo e di presentarlo, insieme al blog, nella comunità di blogger di cui faccio parte: #adotta1blogger.

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  3. Dario Comegna ha detto:

    io sto col ragazzino delle lezioni private

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  4. Pingback: Nichi Vendola ha vinto l’Oscar – Al di là del Buco

  5. Stef ha detto:

    io continuo ad avere dubbi etici sulla GPA a prescindere da etero e omo, e sono favorevole a matrimonio egualitario e adozioni. Detto questo, benvenuto al mondo Tobia

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  6. avvocatolo ha detto:

    Il tuo articolo è molto ben scritto, nulla da eccepire, a tratti esilarante. Stimo molto Luca Bedino che ti ha segnalato, ma onestamente sono inorridito alle tue parole per cui “un bambino non è niente senza l’educazione e il contesto in cui si forma, è una cosa tenera”. Indubbiamente il tuo articolo è coerente con tale pensiero, se pensi che un bambino senza educazione e senza “contesto” sia una cosa, indubbiamente allora puoi affittare l’utero e venderti il bambino così come tutti affittano la propria mente (almeno, tutti coloro che svolgono una professione intellettuale) e vendono i propri pensieri. Io penso all’opposto, un bimbo è una vita, e lo è a prescindere se parla sette lingue, o non si esprime essendo appena nato, se è accudito da un facoltoso mercante di stoffe o da un selvaggio in una steppa. Sono convinto peraltro che paragoni aspetti diversi: fare un trasloco o volantinaggio non vuol dire affittare il tuo corpo, perché quello che ti impegni a garantire non è l’uso del tuo corpo ma lo spostamento di un mobile o di un volantino, se poi l’unico modo che hai è usando le tue mani, è un altro discorso, ma l’oggetto del contratto è il movimento di oggetti, non del tuo corpo. Spargere volantini non è uguale a spargere i propri ovuli o il proprio utero. Se ti inventi un modo di spargere volantini stando seduta a casa, nessuno verrà a reclamare il tuo corpo. Se ti impegni ad affittare il tuo utero e vuoi tenerti il bambino, qualcuno, invece, seguendo la tua logica, potrebbe venire con gli ufficiali giudiziari a fare un sequestro del tuo utero e del bambino. Cosa perfettamente logica se partiamo dal concetto che un bambino è una cosa o un insieme di cellule. Ma non tutti la pensiamo così…

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  7. avvocatolo ha detto:

    Ps giusto per evitare equivoci, non ho il benché minimo dubbio che due uomini o due donne possano sposarsi e/o crescere un figlio. Io sono stato cresciuto da due donne che ho considerato egualmente madri, e da zero padri. Quindi per me tutti a parità di situazioni han diritto a eguali diritti. Ma non credo i due piani siano legati. Aborrisco i contratti che abbiano ad oggetto l’uso dell’utero sia per gli etero che per i gay, fermo restando che gli uni e gli altri devono avere pari diritto in tutto.

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  8. delia ha detto:

    Ma il problema non è di quale sessualità praticano i genitori.
    Il problema è che finché tu svendi ogni parte di te, stai decidendo per te e ne hai tutto il diritto.un utero non è una scatola, una gravidanza non è come 8 ore al bar o trentacinque telefonate in un ora. La gravidanza porta modifiche al tuo corpo, rischi, stravolgimenti ormonali, pre e post parto.
    Se sei donna, e pensi che il tuo utero sia uguale al tuo orecchio o alla tua prestazione occasionale, non fai altro che alimentare un sistema balordo che vede la donna come un essere da sfruttare, dietro davanti e anche dentro.

    Mi dispiace ma no, un punto di vista del genere non lo ritengo sostenibile.

    Ci hanno così tanto abituato a mercificarci che a sto punto attendiamo ansiose il miglior offerente?

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