Sceneggiate, capére e antagonisti

Io non faccio la giornalista, tutt’al più mi ritrovo ogni tanto a fare l’opinionista non richiesta in uno spazio virtuale che, sempre ogni tanto, gode di un discreto successo. Ciò non toglie che io non sia una giornalista e quindi non debba rispondere, in quello che scrivo, a nessun tipo di deontologia, al massimo a una serie di valutazioni di buon gusto che, comunque, sono del tutto soggettive.

Io non faccio la giornalista però sono un sacco curiosa. Curiosa rispetto a cose che ritengo serie, s’intende. O meglio, anche rispetto a sciocchezze e inciuci, sui quali magari sono più informata che sulle cose serie. Ma li ritengo sciocchezze e inciuci, e quindi me li tengo per me o al massimo li confido a due o tre persone fidate davanti a un caffè o a un bicchiere qualunque.

Recentemente mi pare di aver capito che il patrimonio di inciuci di cui sono detentrice, però, sia di pubblico interesse al punto che, se mi impegnassi, troverebbe addirittura spazio non solo nel mio piccolo luogo virtuale, ma addirittura sulle pagine stampate di uno dei più importanti quotidiani della mia città.

Venendo al dunque, ecco la proposta: gli ambienti di movimento e attivismo della mia città sono una miniera inesauribile di pettegolezzi e notizie che ogni tabloid con un target specifico (i feticisti dell’inutile, immagino) ambirebbero a conoscere. Corna, tradimenti, intrecci amorosi trasversali tra strutture, amori passati che influenzano le relazioni presenti tra strutture, interessi malcelati e amori segreti di cui in realtà tutti sanno.

Ecco, visto che, nonostante non lo avrei mai creduto, tale materiale risulta essere di interesse giornalistico, io baratto il mio patrimonio di conoscenze con quelle del giornalista napoletano a caso che mi fornirà la risposta alle seguenti domande, per rispondere alle quali avrà sicuramente più strumenti di me:

– Perché abbiamo bisogno di una nuova discarica per smaltire ecoballe che sono – pare – di materiale non nocivo, e non possiamo smaltirle negli impianti già esistenti?

– Dove sono le analisi dei materiali da cui sono formate queste ecoballe?

– Dove sono finiti i rifiuti tossici e ospedalieri ritrovati negli anni nei siti di stoccaggio delle ecoballe?

– Il decreto Terra dei Fuochi ha più di due anni: quanto è stato stanziato in bonifiche? Quando cominceranno? Dove sono le analisi dei terreni?

– Perché i cittadini votano in maniera quasi plebiscitaria un sindaco che propone un modello di sviluppo e governo della città basato sulla partecipazione popolare, e il governo nazionale può arrivare a provare a imporre commissariamenti e piani di riconversione, come se il popolo non si fosse mai espresso in tal senso?

– Nella giornata di lunedì 12 settembre, in occasione della visita a Napoli del Presidente del Consiglio, le forze dell’ordine hanno messo in atto una violenza ingiustificata verso il presidio di cittadini e attivisti che si era riunito per contestarlo, al punto che un Senatore della Repubblica ha presentato un’interrogazione parlamentare alla quale il governo non ha dato risposta: chi ha deciso quale sarebbe stata la loro strategia di piazza? Se più testimoni tra le persone presenti in quella piazza hanno dichiarato di aver ricevuto minacce di morte da un’importante figura dirigente, perché nessuno si è posto il problema quanto meno di renderne conto? Davvero dei cittadini possono denunciare di essere stati minacciati di morte da un funzionario di stato nell’esercizio delle sue funzioni, senza che questo generi nemmeno la curiosità di andargli a chiedere se è vero?

Questa è una prima tranche di domande buttate un po’ a caso. Si tratta di quesiti che mi piacerebbe che certi giornalisti si ponessero da soli ma non sono una che fa questioni di principio: ve li regalo io. Stanno qua. A chi mi risponde, propongo succosi gossip e notizie da tabloid. Ne ho un sacco, di domande e di inciuci. Fatemi sapere se ‘sto scambio si fa.

Nel caso doveste cercarmi, mi trovate domani in piazza, a Chiaiano, a protestare contro una discarica che gli abitanti non vogliono, che non serve né al territorio né al piano regionale di smaltimento dei rifiuti, e che nessuno sa – ma tutti sanno, un po’ come gli inciuci – perché il governo regionale si ostina a voler aprire.

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