Le domeniche a Via Po

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Agorà. Informazione all’italiana.

Sono le quattro del pomeriggio di domenica.

Sono in sede attaccata a questo computer che è diventata una mia appendice da inizio marzo e tendenzialmente lo resterà fino a fine mese.
Mi fanno male le gambe, le spalle, la schiena e ho sonno. Le mie occhiaie sono impressionanti e non mi fermo, nel senso proprio che non ho una giornata in cui fisicamente non esco di casa e vado a occuparmi di questa campagna, da almeno venti giorni.
Non è una cosa che mi pesa nella misura in cui so benissimo che tutto ‘sto stress, ‘ste giornate concitate, mai un attimo di tregua, nemmeno il tempo per fare una lavatrice, dedicare diciotto ore al giorno a questa cosa e tutto il resto, sono uno sforzo che vale la pena fare, perché stiamo parlando di una battaglia molto più grande di quella che ci vogliono rappresentare.

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Gli altri traditori delle Patrie

1914104_793016764164875_8722942189291237093_nMichele Serra.
Signori, Michele Serra.
Niente, visto che a quanto pare deve proprio parlare, ha ben pensato di dire la cosa più odiosa, più antistorica, più superficiale ma non nel senso di banale, proprio nel senso che non è degna di dirsi rappresentazione manco della superficie delle cose.
Ci parla di “traditori”, Michele Serra. Gli europei che sono cresciuti e pasciuti in Europa che diventano terroristi sono dei traditori dei valori europei.
Traditori delle patrie, delle città, dei quartieri, delle Costituzioni che gli hanno garantito le libertà di espressione, di movimento e di cultura.
Io non ho capito bene però se tra questi valori ci sta pure lo sfruttamento, ci sta pure l’invasione e l’imperialismo militari ed economici, ci sta pure il fondamentalismo neoliberista, ci sta pure la difesa degli interessi di chi si arricchisce sulla pelle dei più.

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La trivella, tua sorella, il torcimento di budella

12238024_193506467693555_7122246387077398875_o.jpgNon lo so se lo sapete, tendenzialmente no perché non lo sa quasi nessuno, ma il 17 aprile si voterà per un referendum che ha come oggetto le trivellazioni petrolifere lungo le nostre coste.

Le piattaforme interessate sono 21, e a ‘sto benedetto referendum si vota per decidere se abrogare quella norma che prevede che allo scadere di una concessione una compagnia può rinnovarla praticamente per sempre, piuttosto che secondo i termini di legge.

Caso vuole che io sia all’interno del comitato che, a livello nazionale, si sta occupando della campagna per il SI (quelli contro le trivelle). Niente, bella è una bella esperienza. Stancante, pure. Continua a leggere

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Nichi Vendola ha vinto l’Oscar

cartello-affittasi-1vComunque ho lavorato in un call center a quattro euro l’ora, sono abbastanza certa che stessi affittando il mio cervello e le mie capacità dialettiche.
Poi se vogliamo parlare di lotta di classe per me va bene, però inserirei nel dibattito pure il costo del TFA, la sanità pubblica al tempo del biocidio, il sistema di smaltimento di rifiuti che fa in modo che i ricchi industriali si arricchiscano condannando a morte i poveracci che vivono nelle terre che loro hanno scelto come discariche, il fatto che non ho latte in frigo perché il ragazzino delle ripetizioni decide di appendermi sempre il venerdì, giorno in cui dovrebbe pagarmi tutta la settimana, l’accesso riservato alle riviste scientifiche del catalogo del mio ateneo, la devastazione della scuola pubblica, i finanziamenti alle private, la totale assenza di strumenti di welfare efficaci che consentano a chi non vuole mettersi a fare lo spacciatore di scegliere che vita fare in egual misura se è nato al Vomero o alla Sanità, la possibilità di abortire senza dover fare il giro delle sette chiese degli ospedali pubblici per trovare medici non obiettori, la possibilità di decidere se abortire o meno in base alla volontà reale di avere un figlio o no, e non alle condizioni in cui farlo crescere e un sacco di altri fatti.

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Non è un altro dannato racconto di guerra

12705186_453955804797371_5591609372823591734_nNella mia città è arrivato il famoso contingente di militari che il governo ci ha mandato perché a quanto pare ci sono troppe poche armi per strada, e sabato scorso noi abbiamo fatto un’assemblea che si chiamava “Scriviamo insieme un pezzo di storia”.

Che relazione hanno queste due cose?

Ci pensavo sabato, mentre andavo emozionata all’assemblea. Ci pensavo mentre camminavo per le strade del centro ed erano talmente belle che mi sono dovuta fermare a fotografarle. Ci pensavo mentre attraversavo la Sanità, e mi facevo togliere il fiato da quella meraviglia nascosta, la piccola perla per occhi indiscreti nel cuore del cuore di Napoli, il Palazzo dello Spagnolo. Continua a leggere

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Hanno ammazzato Maikol

12494894_441062469420038_4366428730546730717_n.jpgÈ una pioggia che scava, questa qua.
Mentre tornavo a casa e bestemmiavo per le scarpe, i calzini, i piedi, i pantaloni irrimediabilmente inzuppati dal suo cadere lento e costante, pensavo che somiglia a un’agonia: è una pioggia lenta e costante come un’agonia, pensavo.
Certo è una valutazione cupa, ma è inevitabile fosse così perché mentre tornavo a casa pensavo al presidio di domani. A Maikol. Continua a leggere

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Il contraddittorio dietro l’angolo

2015-12-18-185804_1366x768_scrot.pngIl liceo Sannazaro, secondo le più recenti stime e classifiche in merito, è il fiore all’occhiello della città. Migliore tra i licei classici, in uno dei quartieri migliori della città.

Adottano una politica particolare, in quella scuola. È una specie di istituto di quartiere, nella misura in cui gli studenti sono selezionati a seconda della provenienza geografica, prediligendo quelli che risiedono nello stesso quartiere in cui si trova. Non è che gli altri vengano esclusi, ma il criterio di selezioni e preferenza è palese, e a tutti gli altri viene caldamente consigliato di trovarsi altre scuole, in altri posti, che siano disposte ad accoglierli. Continua a leggere

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